Il matrimonio degli opposti, di Alice Hoffman.

Ultimamente mi piace far scorrere la mia “vecchia” lista di libri da leggere, andando a ripescare così delle piccole perle. Questo è il caso de “Il matrimonio degli opposti” di Alice Hoffman , la biografia romanzata del pittore impressionista Camille Pissarro. Chi mi conosce bene sa che subisco tremendamente il fascino della storia dell’arte, della pittura e della potenza comunicativa che può avere un dipinto. Sono bastati questi pochi elementi per metterlo nella mia lista, ma non so perché l’ho lasciato lì senza leggerlo. Il senso di colpa cominciava a farsi sentire, così mi sono letteralmente calata nei panni di sua madre, una donna incredibile nonché vera protagonista di questo romanzo.

Vi riporto la trama:

Traduttore:Laura Prandino

Editore:Neri Pozza

Collana:I narratori delle tavole

Anno edizione: 2016

In commercio dal: 14 aprile 2016

Pagine: 425 p., Brossura

Isola di St Thomas, 1807. Rachel Pomié sogna di sgusciare via dalla sua esistenza e di fuggire a Parigi, una città di cui sa tutto. Dalle mappe dei cartografi sa come si snodano i viali delle Tuileries, le banchine della Senna e le vie principali. Dai racconti di suo padre sa che da quella grande città vengono i suoi antenati, dopo aver peregrinato in Spagna e Portogallo, alla ricerca di una terra dove professare l’ebraismo senza essere umiliati, offesi o, persino, uccisi. Il suo sogno, però, di aggirarsi per le strade della capitale francese, vestita magari come una delle ragazze sbirciate di nascosto sul Journal des dames et des modes della madre, svanisce miseramente il giorno in cui finisce in sposa all’anziano commerciante Isaac Petit. La vita coniugale con monsieur Petit, un vedovo di trent’anni più vecchio di lei, si rivela piena di sacrifici, lutti e delusioni. Una mattina, appena arrivato da Parigi, compare al suo cospetto il nipote di Petit, Frédéric Pizzarro, un bel giovane coi capelli scuri, il portamento elegante e un francese parigino così nitido da sembrare un altro idioma rispetto al francese creolo dell’isola. Rachel, che ha la lingua più tagliente di tutta St Thomas, non riesce a spiccicare parola, quasi consapevole della fatalità di quell’incontro. Frédéric Pizzarro sarà, infatti, l’uomo della sua vita, e dal loro amore nascerà Camille, un ragazzino curioso e vivace che andrà a Parigi, si diplomerà all’École des Beaux-Arts, stringerà amicizia con Paul Cézanne e diventerà Camille Pissarro, uno dei più grandi pittori dell’Ottocento.

Nei più grandi romanzi le protagoniste sono sempre le donne, vero emblema di forza e determinazione nel raggiungimento dei propri obiettivi, mi dispiace metterla su un piano di genere ma la forza di una donna supera di gran lunga quella di un uomo, anche fisica perché no. La protagonista è una ragazzina dal carattere spigoloso, molto diretta e vuole tutto dalla vita tranne che sposarsi, vede il matrimonio come un’attività troppo impegnativa: lei è Rachel, un’ebrea che sogna di vivere in una grande città come Parigi per non essere derisa. Purtroppo non sa che suo padre le ha combinato un matrimonio con un uomo trent’anni più grande di lei, vedovo e con tre figli, ripetendole sempre che il matrimonio va gestito come un affare e la cosa migliore è non innamorarsi.

Mia madre era contenta che io sposassi monsieur Petit, e poiché approvava mi donò il suo velo da posa, che si era portata appresso da Saint-Domingue, unico oggetto che avesse preso con sé oltre ai gioielli.

“Non sei stupida quanto credevo”, mi disse.

Lo presi per un complimento.

“Sposati da qui” e si toccò la testa “e non da qui” e si toccò sul petto. “L’amore non ti servirà a niente”.

Questo sarà effettivamente un matrimonio caratterizzato dalla stima, dal rispetto e dalla complicità ma non dall’amore… Rachel conoscerà l’amore con un altro uomo, Frédéric Pizzarro da cui nascerà il più grande pittore impressionista francese: Camille Pissarro.

“Ero così giovane da essere convinta che, in un matrimonio, potessero esserci cose più importanti dell’amore.”

E’ una storia memorabile, una storia documentata e intensa al punto da entrare in forte empatia con i luoghi e con le emozioni dei protagonisti. Ho provato ad immaginare la sensazione di Rachel, soffocata in una vita tranquilla ma senza amore, è questo che poi fa la differenza, che dà un senso di soddisfazione completamente diverso.

E’ estremamente delizioso, il libro perfetto per chi ama conoscere il lato umano di un artista e per scoprire che dietro alla perfezione in realtà poi non c’è niente di così perfetto. Rachel ha molto da insegnare…

Manu

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