Germaine Johnson odia il martedì, di Katherine Collette.

Ieri sera mi sono impegnata per finire di leggere un libro, avevo delle aspettative alte e durante la lettura ho cambiato idea, cosa che accade con una certa facilità. Il titolo, la sinossi, la descrizione della protagonista mi facevano tanto pensare a una Eleanor Oliphant australiana, nella mia mente già era partito il libro, per il puro gusto di andare a caccia di similitudini.

Invece, “Germaine Johnson odia il martedì” di Katherine Collette è un libro totalmente diverso, non è un romanzo di quello spessore e intensità, ma parla pur sempre di un soggetto singolare nel suo genere. Germaine infatti è un’analista, lavora con i numeri e per lei tutto si riduce a un diagramma cartesiano, inclusi i rari rapporti sociali che riesce ad avere. La sua razionalità ed estrema sicurezza di sé la rendono a tratti antipatica, ma anche molto sincera.

Vi riporto la trama:

Traduttore:Stefano Beretta

Editore:Garzanti

Collana:Narratori moderni

Anno edizione: 2019

In commercio dal: 29 agosto 2019

Pagine: 320 p., Rilegato

Germaine Johnson è una persona razionale. Ogni elemento della sua vita è analizzato ed espresso in grafici e tabelle, nessun dettaglio è lasciato al caso, tutto è sicuro e certo. Ha una vera passione per il sudoku, in cui è bravissima, ma proprio non le riesce di inserire in uno schema le persone. Motivo per cui Germaine ne fa volentieri a meno. La sua vita è così, e la rende felice. Fino al giorno in cui qualcosa rimette tutto in discussione: viene licenziata. Una variabile che non aveva preso in considerazione. Deve al più presto trovare un altro impiego, ma mai si sarebbe aspettata di accettare un lavoro al Telefono amico per la terza età. Lì, passa le sue giornate rispondendo a mille e più improbabili richieste di anziani che alzano la cornetta per un nonnulla: niente di più irritante per una persona come lei, abituata a non sprecare neanche un attimo del proprio tempo. Ma la cosa che Germaine odia di più è il martedì. Perché è il giorno in cui i colleghi si riuniscono in sala mensa per i biscotti. Ma, soprattutto, perché il martedì è il giorno in cui è costretta ad andare al centro anziani e passare il pomeriggio in compagnia di chi la tartassa con inutili telefonate. Eppure, giorno dopo giorno, Germaine comincia a provare qualcosa che non sentiva da tempo. Qualcosa a cui non sa dare un nome ma che assomiglia molto al sentirsi utile. Perché di fronte alla minaccia del comune di trasformare il centro in un parcheggio, tutti gli anziani contano sul suo aiuto. Germaine, però, sa che non esiste una formula matematica per confermare la loro fiducia e, per la prima volta, è in preda alla confusione. I suoi amici numeri non sanno esserle di alcun aiuto. Ma ormai non è più sola, e sta per scoprire che, se vissuti insieme, le emozioni e i sentimenti fanno meno paura.

Questo è un romanzo che potrebbe essere rappresentato con un diagramma cartesiano di Germaine: ogni ragionamento, azione, e non-sentimento sono il frutto di una razionalità estrema unita a una sicurezza di sé atipica. E’ il classico atteggiamento di chi ha paura di confrontarsi, di provare un sentimento che non può gestire razionalmente e di conseguenza, la folle paura di farsi male. Non è un personaggio facile da capire, da amare anche, bisogna leggere con attenzione la sua metamorfosi e analizzarla per capire che in fondo qualcosa in lei cambia.

Germaine si ritrova a causa del suo carattere senza lavoro, grazie alla zia ne troverà un altro ma decisamente fuori dalla sua portata: dovrà rispondere a un centralino, il Telefono amico per la terza età. Data la sua scarsa empatia e propensione agli affetti, renderà questo lavoro una semplice statistica da perfezionare con il solo scopo di sentirsi dire che è la migliore e che merita una promozione. Poi accade qualcosa che la fa vacillare, le fa perdere l’orientamento e guarda tutto da una prospettiva diversa: Germaine scopre che il martedì è il giorno in cui deve affrontare i suoi demoni. Questo è quello che in economia si chiama break even point, il punto di rottura, da qui Germaine sarà costretta a prendere the e biscotti con i suoi colleghi, conoscerli meglio, e andare al centro anziani per conoscere le persone che telefonano ogni giorno.

Ho sofferto molto questo modo di fare freddo, calcolatore e asettico di Germaine ma ho compreso che a volte la paura possa fare questo scherzo. Il suo percorso di crescita personale diventerà la vera questione da analizzare, senza diagrammi cartesiani questa volta, perché alcune cose non si possono spiegare razionalmente. Promuovo il romanzo, Germaine invece ancora non saprei… Ci sto ancora pensando.

Lo avete letto? Cosa ne pensate di questo personaggio?

Manu

6 Comments

  1. Scopro questo libro grazie a questo tuo Post! Mi incuriosisce. Forse, sarò agevolata nella lettura dal fatto di non aver ancora letto la storia di Eleanor Oliphant. Inserito nella wish list! 😀 Alla prossima e buona domenica!

    1. Sono entrambe letture molto interessanti, anche se Eleanor Oliphant resta nel cuore. Germaine invece mi suscitava una sottile antipatia, il suo modo di fare è un tantino altezzoso. Ciò che le accomuna è la difficoltà che riscontrano nelle relazioni sociali e il carattere un po’ “strano”. Ti consiglio di leggerli entrambi 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...