Il paese del sale e delle stelle, di Zeyn Joukhadar.

“Ma se anche Dio sente le nostre domande, che cosa succede se noi non capiamo le risposte?”

Ogni settimana mi piace acquistare l’inserto del Corriere della Sera dedicato all’editoria, La lettura. E’ così che ho letto in anteprima i primi tre capitoli di un romanzo che mi ha letteralmente fatto cadere un macigno sul cuore, sensibilizzandomi ulteriormente a quello che accade in Siria mentre le nostre vite perfette vanno avanti. “Il paese del sale e delle stelle”, di Zeyn Joukhadar è un romanzo di fantasia ma ispirato alla grave emergenza umanitaria in Siria, i continui bombardamenti e la difficoltà di vivere una vita che possa considerarsi “normale”. I bambini siriani hanno smesso di sognare, di vivere come dovrebbe vivere ogni bambino che vive in questo mondo.

Il carico emotivo che si avverte leggendo questo libro è notevole, non è una lettura semplice ma si spera in un lieto fine. E’ una lettura necessaria per comprendere che a volte scappare e cercare un posto migliore dove vivere è una necessità.

Vi riporto la trama:

Traduttore:Stefano Beretta

Editore:Garzanti

Collana:Narratori moderni

Anno edizione: 2019

In commercio dal: 19 settembre 2019

Pagine: 384 p., Rilegato

Il mondo di Nour è fatto di colori. Ogni volta che sente una voce o legge una lettera, davanti ai suoi occhi tutto si tinge delle più brillanti tonalità di verde, rosso, giallo e blu. Ma da quando è ritornata in Siria dagli Stati Uniti, dopo la morte del padre, intorno a lei vede solo grigio: non ci sono più sfumature né riflessi. Ora Nour deve occuparsi da sola delle sue sorelline. A dodici anni è un compito difficile, soprattutto in una terra che ti è estranea. Una terra in cui dovrebbero affondare le tue radici, ma dove non conosci nessuno. Una terra rischiosa, con pericoli nascosti dietro ogni angolo. Ma Nour ha le storie che suo padre le raccontava prima di dormire a farle compagnia. È a quelle parole che si aggrappa per trovare il coraggio di affrontare le difficoltà. In particolare, alla leggenda di Rawiya, la sua preferita, che racconta di una ragazzina come lei, costretta a fingersi uomo per realizzare il suo sogno proibito: far parte di una spedizione che vuole disegnare la carta geografica del mondo. Un’impresa straordinaria, in cui riesce a dimostrare tutta la sua forza. Per Nour, che la conosce a memoria, quella favola adesso ha un significato completamente diverso. E anche la mappa che ha trovato tra i documenti della sua famiglia assume un valore speciale. Forse indica la strada da seguire per mettere in salvo sé stessa e le sue sorelle. Forse è la sua unica possibilità. Quello che deve imparare, però, è che ci sono sentieri tracciati sulla carta e sentieri tracciati nel cuore. Che anche le parole a volte possono essere una guida e una protezione, soprattutto se vengono dalla persona che l’ha amata di più al mondo.

Nour è una bambina di dodici anni che vede il mondo a colori, ha un colore per ogni cosa e la sua immaginazione è piuttosto fervida. In seguito alla scomparsa del padre, la sua famiglia decide di ritornare in Siria e lì dovrà fare i conti con una realtà scioccante. Le descrizioni sono estremamente realistiche, ogni rumore, luce, consistenza viene descritta sì dagli occhi di una bambina, ma che perde pezzo dopo pezzo la sua capacità di sognare.

Perché il paese del sale?

La mamma di Nour lascia del sale ovunque dopo la morte di Baba, così Nour trova il sale ovunque: sugli alberi, in casa, ovunque sia passata sua madre. Ma il sale non è rappresentato solo così… Nour descrive la sua fuga, il suo viaggio con la salsedine addosso, la sabbia, la sete che le provoca attacchi di tosse.

Restare in Siria è impossibile, così grazie alle mappe disegnate dalla sua mamma si progetta la fuga verso Ceruta (oltre lo stretto di Gibilterra), il paese in cui arrivava Rawiya, la protagonista dei racconti di Baba. E’ così che prende vita una storia nella storia, un racconto parallelo che presenta molte analogie con le esperienze di Nour.

Questa lettura dovrebbe essere inserita nei programmi scolastici, per sensibilizzare verso una tematica che ora più che mai scotta: l’emergenza umanitaria in Siria, la condizione in cui vivono i bambini siriani e l’impossibilità dei più di andare via. Dove i nostri occhi vedono solo degli immigrati, in realtà ci sono dei rifugiati che è una condizione completamente diversa.

Nonostante la durezza della trama, esiste un filo conduttore che porta un po’ di magia… Le mappe, ad esempio sono qualcosa di estremamente suggestivo e qualcosa che aiuta sempre a trovare la strada di casa. “Il paese del sale e delle stelle” è bellissimo, ma continuo ad avere un macigno sul cuore…

Manu

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