L’apprendista geniale, di Anna Dalton.

Talpa.

Questo post inizia con questa parola, ammetto la mia stranezza ma posso spiegare il perché. Mi piace sempre leggere i ringraziamenti alla fine di un libro, la vera anima del libro sta nel sapere chi ha reso possibile la scrittura e la pubblicazione del libro, come segno di riconoscenza e umiltà. Anna Dalton scrive all’inizio dei ringraziamenti questa parola chiave per capire chi li abbia letti o meno…

Non potevo continuare le mie letture senza leggere “L’apprendista geniale”, dove la storia di Andrea inizia, dove conosce i suoi amici, dell’inizio della sua esperienza a Longjoy. Io avevo un dovere morale: onorare una storia che mi ha emozionato e appassionato leggendola nel suo ordine (in)naturale. Non sapendo che “La ragazza con le parole in tasca” fosse il seguito di un altro romanzo, io l’ho letto candidamente… Ma ieri sera ho finito di leggere questo libro facendo finta di non conoscere gli sviluppi futuri e concentrandomi sulla storia di Andrea e Joker.

Vi riporto la trama:

Editore: Garzanti

Collana: Narratori moderni

Anno edizione: 2018

In commercio dal: 30 agosto 2018

Pagine: 270 p., Rilegato

Andrea attraversa il cancello del college correndo, mentre la vista di Venezia si perde all’orizzonte. È in ritardo e ancora più maldestra del solito con il pesante borsone sulle spalle. In tasca stringe tra le mani un fogliettino di carta con su scarabocchiato scrivi, scrivi, scrivi. Tre semplici parole che la madre le ha insegnato quando era una bambina e che le danno sicurezza. Parole che, ancora adesso, la guidano verso il suo sogno: diventare una giornalista. Perché, dal giorno in cui è riuscita a tenere la penna in mano, Andrea ha riempito fogli e fogli scrivendo su tutto. Ora finalmente è entrata in una delle scuole di giornalismo più prestigiose. Ci è riuscita solo grazie a una borsa di studio per i suoi ottimi voti. Ma lì quello che ha imparato non basta. Perché tra quelle aule l’ambizione guida ogni cosa e gli studenti sono pronti a tutto per ostacolarla. Per fortuna, accanto a lei, ci sono tre amici che non si sono fermati davanti alla sua timidezza. C’è Marylin che veste sempre di nero, Andre che le sta dietro come la sua ombra. E soprattutto c’è l’enigmatico ragazzo che si fa chiamare Joker. Dietro il suo enorme sorriso si nasconde un segreto che il cuore di Andrea vorrebbe svelare. Con loro accanto si sente più decisa. Eppure la posta in gioco è molto alta. Diventare una giornalista per lei significa tutto. Adesso deve attaccarsi sempre più forte al suo desiderio. Perché non può deludere chi le fa fatto promettere di difenderlo.

Anna Dalton si conferma ai miei occhi come una scrittrice umile, talentuosa, appassionata di cinema (da notare tutte le citazioni presenti nel romanzo) e con tante similitudini fisiche e non con Andrea. Quando un libro dura nelle mie mani meno di 48 ore allora è un buon libro, e questo è accaduto per due volte, due volte su due.

Andrea è una diciottenne che lascia il nido familiare di San Neri per frequentare il prestigioso college di giornalismo a Venezia in cui potrà realizzare il suo sogno di diventare una giornalista professionista. Una volta arrivata a Venezia si scontrerà con la realtà, la difficoltà di adattamento e la paura di essere rifiutata visto il suo essere sempre se stessa senza troppa finzione.

È’ molto tenero il modo in cui si racconta l’amicizia, la caparbietà con cui si raggiungono gli obiettivi, perché anche i sogni fanno parte della realtà. Così come è molto tenero Joker, con i sui capelli verdi e le sue occhiaie… Irresistibile!

I suoi amici sono molto particolari: Marylin é dark, Uno é uno studente spagnolo omosessuale, Andre é segretamente innamorato di Marylin ed é il migliore amico di Andrea, e poi Joker, che cita dei film e apre la porta solo a chi le indovina.

La bravura di Anna Dalton é sopratutto in questo: parlare delle eccentricità facendole apparire “normali” e viceversa, risaltate la normalità facendola apparire come qualcosa di prezioso.

Alla luce di quanto ho letto, non posso fare a meno di pensare che esista un terzo romanzo, magari conclusivo, che vedrà ancora protagonisti Andrea e Joker. Qualora fosse realmente così, il margine di errore si assottiglierebbe notevolmente… Con il terzo libro non potrò sbagliare nulla.

Manu

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