Mef consiglia… Firmino. Avventure di un parassita metropolitano, di Sam Savage.

Firmino.
Avventure di un parassita metropolitano.

Editrice Enaudi 2016

Questo racconto fu scritto da Sam in una notte d’insonnia. Lo scrittore aveva quasi settant’anni. Doveva essere solo una favola per bambini e invece in poco tempo venne eletto il miglior libro dell’anno dall’American Library.

Sinossi

Firmino è un topo nato in una libreria di Boston negli anni Sessanta. È il tredicesimo cucciolo della nidiata, il più fragile e malaticcio. La mamma ha solo 12 mammelle e Firmino rimane l’unico escluso dal nutrimento. Scoraggiato, si accorge che deve inventarsi qualcosa per sopravvivere e comincia ad assaggiare i libri che ha intorno. Scopre che i libri più belli sono i più buoni. E diventa un vorace lettore, cominciando a identificarsi con i grandi eroi della letteratura di ogni tempo. In un finale di struggente malinconia, Firmino assiste alla distruzione della sua libreria ad opera delle ruspe per l’attuazione del nuovo piano edilizio.



Frammenti

“Una causa senza speranza è soltanto una causa senza speranza.”

“Non ho potuto girare granché il mondo così detto “reale”, ma con la testa ho viaggiato moltissimo, spingendomi con i pensieri ovunque.”

“Per capire se valesse la pena leggere un certo libro, bastava che sbocconcellassi una porzione di carta stampata.”

“Quel che è buona da mangiare è buono da leggere.”

“Per quanto piccolo e insignificante tu possa essere,  nulla vieta che la tua follia sia tra le più Grandi.”

“La vita è breve, ma c è sempre qualcosa da imparare prima di tirare le cuoia.”

C’era una volta, in un quartiere di Boston, una mamma chiamata Flo, che per scampare alla morte si rifugiò nel seminterrato di una libreria. Lì, tra le pagine del capolavoro più  non-letto al mondo, diede alla luce i suoi 13 piccoli.
L’ultimo era il più speciale della nidiata e si chiamava Firmino. 
Essendo anche il più gracile, Firmino, non riusciva a nutrirsi con il latte della mamma e così iniziò a masticare le pagine di un grosso libro.
Ma con il tempo, si rese conto che era meglio leggerli i libri, invece di masticarli.
Inizio,così,  la sua passione per la lettura.
Mentre tutti dormivano, lui leggeva, mentre tutti mangiavano, lui leggeva.
Quando tutta la famiglia decise di lasciare quel nido, lui rimase.
Con il tempo lesse quasi tutti i libri di Pembroke Books. 
Norman, il proprietario, non si accorse mai della silenziosa presenza di Firmino, finché un giorno non lo intravide sul ballatoio e cercò subito di sbarazzarsi di lui.
Firmino, ferito dal suo comportamento, volle  imparare il linguaggio dei segni per poter comunicare con gli uomini, ma neanche questa sia impresa ebbe esito positivo. Salvato da Jerry, uno scrittore che abitava sopra la libreria di Norman, Firmino trovo’ il suo primo amico, una casa e libri da leggere.
Tutto andava, finalmente nel verso giusto. Purtroppo non tutte le favole hanno un lieto fine, ma ci si può sempre trarre qualcosa di buono.

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