Mef consiglia… Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto, di Paulo Coelho.

SULLA SPONDA DEL FIUME PIEDRA MI SONO SEDUTA E HO PIANTO
di Paulo Coelho
Prima edizione Bompiani
Settembre 1996

Tutte le volte che la vita mi mette di fronte ad un bivio, leggo sempre questo romanzo. Tra le pagine ingiallite e le annotazioni tra le righe, aggiunte nel tempo, trovo sempre qualcosa di nuovo. Comprensione, consapevolezza e tanta speranza.

Sinossi

In ogni storia d’amore c’è qualcosa che avvicina i protagonisti all’eternità, ai misteri del divino, all’essenza della vita: in un sorriso, in una carezza, in uno sguardo o in una frase magari lasciata a metà, gli amanti sanno sempre cogliere i segnali che il cuore invia loro per dirigerne il cammino lungo il sentiero della perfezione. Ma che accade quando, nell’adolescenza, un grande amore viene sacrificato alla timidezza, allorché le parole si rifiutano di salire alle labbra e il futuro si perde nei colori autunnali di una quercia che domina una piazza? Cosa si prova quando, dopo undici anni, si ritrova l’innamorato e si scopre che sta percorrendo la via della santità ed è in grado di compiere miracoli? Quali sono i pensieri (e le speranze) che rimbombano nella mente e che fanno sussultare il corpo con singhiozzi o risa? Per Pilar, il sogno di un’esistenza al fianco dell’amato sembra dissolversi nelle gelide acque del fiume Piedra, ma talvolta anche i gorghi, le cascate e i ciottoli di un torrente – insieme a un rumore di passi alle spalle – possono reinventare il destino e far comprendere che “amare significa comunicare con l’altro e scoprire in lui una particella di Dio”.

Frammenti

“Narra la leggenda che tutto ciò che cade nell’acqua di questo fiume, le fogli, gli insetti, ke piume di uccelli, si trasforma nelle pietre del suo letto.”

“Ho scritto per trasformare la tristezza in nostalgia, la solitudine in ricordi.”

“Solo camminando si può percorrere un sentiero.”

“Riusciamo a comprendere il miracolo della vita solo quando lasceremo che l’inatteso accada.”

“Sono i pazzi che hanno inventato l’amore.”

“Chi  è in grado di domare il proprio cuore, è capace di conquistare il mondo”

“L’universo ci aiuta sempre a lottare per i nostri sogni, per quanto sciocchi possano sembrare.”

Sulle sponde del fiume Piedra, Pilar, inizia a scrivere questa storia.
Il suo miglior amico d’infanzia l’aveva lasciata per girare il mondo.
La sua vita,invece, procedeva come tutti si aspettavano: una vita normale.
Lui, sopperiva alla sua assenza con delle lettere, infornandola sui paesi visitati e del dediderio di entrare in seminario.
Il 4 dicembre del 1993, Pilar,  studia l’ università di Saragoza e Lui le manda un biglietto per invitarla a  una delle sue  conferenze nella città di Madrid.
Lì si rivedranno dopo anni, risvegliando ciò che per lungo tempo era rimasto sepolto.
Pilar,confusa dal turbine dalle nuove emozione, decide di seguirlo. Da Bilbao a Buenos Aires, da Saint-Savin a San Martin de Unx.
Un viaggio per capire cosa si cerchi, un viaggio per ritrovare se stessi, un viaggio per accettate una nuovo cammino.
Perché un sentimento forte come l’amore ha bisogno di capire ed essere capito. Ha bisogno di cercare ed essere trovato, ha bisogno di soffrire per poi essere salvato.

Francesca

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