Mef consiglia… Il secondo lavoro di Babbo Natale, di Michele D’Ignazio.

IL SECONDO LAVORO DI BABBO NATALE
di Michele D’Ignazio
Illustrazioni di Sergio Olivotti
Edizione RIZZOLI
Novembre 2019

Tutto pronto per l’arrivo del Natale?
Avete già scritto la vostra letterina?
Se non lo avete ancora fatto, e siete stati buoni , chiedete a Babbo Natale, questo divertentissimo libro e lasciatevi avvolgere dalla sua magia.


Sinossi

Babbo Natale, si sa, è uno stagionale, e gli è sempre andata bene così, finché per colpa della crisi non è costretto a cercarsi un secondo lavoro.
Fosse facile!
Il cameriere? No, Babbo Natale è troppo grosso e goffo.
L’Animatore? Troppo vecchio.
L’operatore di Call center? Non fa per lui.
Ma proprio quando sta per perdere ogni speranza, Babbo Natale trova un mestiere perfetto. E scopre che non è mai tardi per realizzare i desideri. I propri, ma soprattutto quelli degli altri.

Frammenti

Il suo era un incarico intenso, faticoso e importante, ma che gli permetteva di starsene in pancione ( e in pantofole) per tutto il testo dell’anno.

Da Gennaio a Novembre era in vacanza.
E cosa faceva durante il resto dell’anno?
Beh, leggeva libri.

Tutti gli anni rinnovava l’abbonamento in palestra,  deciso a dimagrire,  ma non ci riusciva mai.

Amava la vita tranquilla, una moglie non ce l’aveva e neanche dei figli. E questo era un gran paradosso, perché tutti lo chiamavano Babbo.

Strana la vita!
Quando non ti aspetti più niente ecco che ti sorprende.

Ebbene sì, la crisi ha colpito perfino Babbo Natale. Prima, poteva trascorrere 364 giorni tranquillo e spensierato, invece, adesso gli tocca trovarsi un altro impiego.
Ma che lavoro può svolgere un uomo vestito di rosso, con una lunga barba bianca e che pesa oltre 100kg?
Beh, guardiamo gli annunci.
Cercasi cameriere… Non idoneo.
Cercasi animatore per ludoteca… Troppo vecchio.
Cercasi operatore Call center… Paga bassa.
Cercasi netturbino… Idoneo.
Lavoro perfetto!
Il turno di Babbo Natale si svolge di notte, così nessuno può vederlo e non deve far altro che raccogliere i sacchi di rifiuti da riciclare, con il suo camioncino bianco.
In men che non si dica arriva il 24 Dicembre ma le Poste hanno licenziato Babbo Natale e quest’anno i regali verranno consegnati dai droni.
I Bambini non prepareranno più latte e biscotti e non dovranno più scrivere letterine, ma inviare la loro wishlist con un tablet.
Che tristezza!
Ma, fortunatamente, durante una notte stellata, a Babbo Natale venne un idea.
Chiamo’ la Befana, tipetta molto intraprendente, e misero su una cooperativa.
Avrebbero, entrambi, ripreso il loro lavoro e creato dei nuovi giocattoli con i rifiuti da riciclare: in fondo i giocattoli sono fatti di plastica.
L’idea funzionò.
Babbo Natale riprese  a portare i doni per Natale e la Befana, con le sue vecchie scarpe rotte, per l’Epifania.

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