Circe, di Madeline Miller.

Nel mio piccolo mondo fatto da assurde regole, ne ho una che ho infranto per due volte: leggere un libro in meno di cinque giorni, è il termine che mi impongo per portare a termine qualcosa che inizio e fisiologicamente deve anche finire. Finora questo è accaduto con Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami, mi sono ritrovata a vivere un sogno da cui non riuscivo più a uscire, ero dentro a una dimensione tale per cui distinguere il reale dall’immaginazione era abbastanza difficile… Così leggevo, mi fermavo, riprendevo, rileggevo. Quella è stata un’esperienza che mi ha particolarmente segnato, sia come donna che come lettrice.

E’ accaduto di nuovo, ma questa volta mi sono letteralmente lanciata in una lettura che ho desiderato con tutta me stessa, subivo il fascino di una storia che conoscevo in parte, di riflesso e volevo fare mia. Circe di Madeline Miller mi ha fatto capitolare, la mia regola dei cinque giorni non è esistita, sapevo che era imposta da me stessa ma l’ho messa da parte, le regole a volte vanno infrante.

La mitologia insegna che la grandezza non è altro che un’insicurezza ben mascherata, che si ha più paura della realtà e delle minacce che possono rappresentare le cose più semplici. Gli dèi dell’Olimpo hanno sempre temuto i mortali, che potessero mettere in dubbio la loro magnificenza e i loro poteri. Circe era una di loro ma da sempre considerata la più bruttina, la meno intelligente, la più sfacciata, la più irriverente e l’anello più debole della loro scintillante catena. Leggere la sua storia romanzata è stato impegnativo, a volte ho pensato di non farcela a portare a termine la lettura così mi sono concessa del tempo extra. Adesso che l’ho letto fino alla fine sento che ho lasciato una parte di me a lei, e lei mi ha dato una parte di sé. In fondo mi sento un po’ Circe…

Vi riporto la trama:

Traduttore:Marinella Magrì

Editore:Sonzogno

Anno edizione: 2019

In commercio dal: 14 febbraio 2019

Pagine: 411 p., Brossura

Nella casa del dio Sole nasce una bambina, Circe, tanto diversa dai suoi genitori e fratelli divini. Ha un aspetto fosco, un carattere difficile e, soprattutto, preferisce la compagnia dei mortali a quella degli dèi. Per queste sue eccentricità, e a seguito dei primi amori infelici, finirà esiliata sull’isola di Eea, dove affinerà le arti magiche, scoprirà le virtù delle piante e apprenderà a addomesticare le bestie. Qui il suo destino si incrocerà con quello di alcuni dei principali eroi della mitologia classica: l’inventore Dedalo e il suo figlio ribelle Icaro, il mostruoso Minotauro, l’avventuroso Giasone e la tragica Medea, e poi, naturalmente, il suo amato Odisseo, ma anche il figlio di lui Telemaco e la moglie Penelope. Sulla base di una solida conoscenza delle fonti e di una profonda comprensione dello spirito greco, Madeline Miller torna a raccontarci, nel suo stile avvincente, una delle figure più affascinanti e misteriose del mito e a offrirci un sapiente panorama delle grandi storie dell’antichità.

Daniel Pennac elenca tra i dieci diritti del lettore, quello di poter saltare le pagine e andare avanti. Questa regola non vale per Circe: saltare le pagine equivale a perdere trait d’union, dei veri e propri ponti che collegano i suoi pensieri agli eventi, la percezione che lei ha del mondo va letta fino all’ultima parola. Figlia di Elios, il dio del sole, Circe è inconsapevole dei suoi poteri fino a quando non si innamora di un mortale, Glauco, e non accetta che lei possa continuare a vivere vedendolo invecchiare fino a morire. Una volta trasformato in dio, Glauco si mostra in tutta la sua ingratitudine e ignora i sentimenti di Circe, per dedicarsi alle attenzioni di Scilla.

Circe accecata dalla gelosia, e sempre ignara dei suoi poteri, la trasforma in un mostro a sei teste. Quando si sparge la voce dei suoi poteri, ne sono tutti terrorizzati al punto da spingerla all’esilio sull’isola di Eea. Non poteva esserle inflitta una pena peggiore, dal momento che è già una donna fragile, insicura e che non comprende perché lei dev’essere destinata all’esilio mentre suo fratello che possiede gli stessi poteri governa un regno.

La voce narrante di questa donna mi ha fatto capire di essere in parte come lei, spesso mi sono ritrovata a dire “Io sono Circe”, e chissà quante altre donne si ritroveranno a fare questa riflessione. I suoi amori non sono mai stati corrisposti, ha amato uomini sapendo che non sarebbero rimasti al suo fianco senza chiedere nulla in cambio, ha accettato una condizione di esilio, in cui il suo unico contatto è con Ermes, che a suo modo la deride anche lui.

Non è solo un libro di mitologia, non è solo la storia di una maga, ma è la storia di una donna che ha fatto della sua vita un incantesimo, il giusto per avere dei momenti di felicità temporanei ma sufficienti per continuare a vivere come un’eterna metà di qualcosa. Il suo mal di vivere è la sua forza, la sua fragilità la porta a essere sfrontata e a dire quello che pensa sempre, perché in fondo non ha mai avuto niente da perdere.

Forse per tutti questi motivi io sono Circe…

Manu

18 Comments

    1. Per me è stato così Anna… Non riesco a descrivere molte emozioni che ho provato, ma posso dire di essermi immedesimata tanto. Un bacio

      1. Grazie Anna, in realtà tante emozioni non ce l’ho fatta a esternarle. So soltanto che mi sento marchiata a fuoco… 😘❤️

    1. Diciamo che io vorrei leggere un libro in meno di cinque giorni, ma non sempre mi riesce. Io ho sempre letto tanto, diciamo circa tre libri a settimana.

      1. Ho letto e me ne dispiace tanto. Io forse sono stata atipica finora, ho iniziato a leggere molto presto e tutt’ora preferisco un libro a qualunque altra cosa. Forse sono io strana 🙂

      2. È facile distrarsi e occupare il tempo in tante attività poco utili. La lettura è una passione che porta a essere solitari, forse per questo si legge sempre meno. Si va verso un crescente indottrinamento alla socializzazione forzata. Io sono stata sempre bene da sola con i miei libri 🙂

      3. Certamente, anche se a me non è mai stato un problema per nessuno vedermi leggere o avere dei momenti di solitudine

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